giovedì 30 gennaio 2014

ALFABETO POLI a.c. di L. Scarlini

AGGETTIVI
Me ne hanno dati tanti di aggettivi che non ne ascolto quasi più. Ogni generazione ha i suoi: un tempo mi dicevano di punta, di rottura, che forse sotto sotto voleva dire anche di palle. O di avanguardia e allora mi venivano in mente gli avanguardisti balilla. Mi piace ancora oggi la definizione che inventò Camilla Cederna: "il professorino che canta".



TUTTALPIU' MUOIO di F. Timi e Albinati

Nasco come tutti dalla mamma, come tutti a sette mesi dopo che la mamma per sbaglio si versa dell'acqua bollente sul pancione.
Neppure la pancia della mamma era un posto sicuro. Nasco terrorizzato.
Stavo nel mio bel mondo, nella pancia della mamma, quel mondo perfetto, dove io solo ci stavo, tranquillo a vivere e galleggiare, con il calore di un corpo tutto intorno e come cielo carne, la volta celeste era un immenso corpo che mi portava a spasso.


Fandango, ed. 2012

lunedì 20 gennaio 2014

FARE UN FILM di F. Fellini

Specialmente quando mi portano nella sala radiologica, mi sento un oggetto, una cosa. La sala, con le sue luci fredde, pare Mauthausen, oppure una sala di missaggio. Mi lasciano seminudo nella carrozzella; di là dai vetri i medici in camice bianco parlano di me, fumano, mi indicano tra loro con gesti che vedo e parole che non sento. I parenti degli altri malati mi passano accanto, nel corridoio, mi guardano seminudo: guardano l'oggetto.


Einaudi, ed. 1993

domenica 1 dicembre 2013

UN ALTRO ME di B. Friot

Comincia verso le tre. Il pranzo della domenica è finito da poco. C'è stato il solito episodio dei piatti. "A chi tocca?" 
"A me no! Ho già apparecchiato."
"E perché a lui non tocca mai? Non lo fa neanche durante la settimana..."
Lui, sono io. E il turno dei piatti non mi tocca durante la settimana semplicemente perché non ci sono, sono via. Frequento il liceo come interno in un convitto, a ottanta chilometri da qui, dall'altra parte di Parigi. 
Posso anche farli, i piatti, se insistono. Tanto è come se già fossi via. Sono arrivato ieri, verso le sei, e tra poco riparto.


Topipittori, ed. 2010
trad. G. Zoboli

venerdì 25 ottobre 2013

JASON - Le avventure di un supereroe paurosamente umano! di B. Frandino e S. Misesti

Jason non è un supereroe come gli altri. Lui è il più forte dei supereroi.
Ed è anche il più elegante, con la sua giacca rossa e la cravatta a pois, i pantaloni a righe e le scarpe sempre così lucide che ti ci puoi specchiare.
Altro che l'Uomo Blatta, che chissà quanto suda in quella tutina attillata e fuori moda.
Jason indossa solo abiti in puro cotone.


Salani Ed., 2013

lunedì 21 ottobre 2013

LETTERA SULLA FELICITA' di Epicuro

Meneceo,
Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età.


Stampa alternativa, ed. aprile 1992
trad. A. M. Pellegrino

sabato 19 ottobre 2013

DEMOCRAZIA SENZA PARTITI di A. Olivetti (1949)

All'alba di un mondo che speravamo nuovo, in un tempo difficile e duro, molte illusioni sono cadute, molte occasioni sfuggite perché i nostri legislatori hanno guardato al passato e hanno mancato di coerenza è coraggio. L'Italia procede ancora nel compromesso, nei vecchi sistemi del trasformismo politico, del potere burocratico, delle grandi promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni.
Riconosciamo francamente una mancanza di idee, una carenza di uomini, una crisi di partiti.



venerdì 21 giugno 2013

SPIAGGIA MAGICA di C. Johnson

"Sono stanca" disse Ann. "Saremmo dovuti
restare a casa a leggere una storia."
"E' più divertente fare qualcosa
che leggerlo in un libro" disse Ben.
"Non mi dispiacerebbe, se fossimo
in una storia" disse Ann. "Perché nelle storie
le persone non vanno in giro tutto il giorno
in cerca di una vecchia conchiglia. Succedono
cose interessanti."
"Nulla accade realmente in una storia"
disse Ben. "Le storie sono solo parole.
E le parole sono solo lettere.
E le lettere sono solo diversi tipi di segni."



trad. E. Fantasia

mercoledì 22 maggio 2013

ORCHI BALLI INCANTESIMI - Le Fiabe Trasformate di R. Denti

In memoria.

"Le fiabe, per un singolare rovesciamento della loro posizione nella storia umana, hanno oggi più a che fare con una dimensione dell'utopia che con quella della nostalgia del passato": così scriveva Gianni Rodari nel 1970. L'affermazione ha un suo valore sempre attuale, e forse proprio nell'ambito dell'utopia vanno inserite queste "fiabe trasformate" che, pur mantenendo come base i personaggi e gli avvenimenti di quelle pervenuteci attraverso la tradizione orale, intendono proporre un gioco di fantasia.


Piemme Junior, ed. 2007

domenica 28 aprile 2013

CANTO ALLA DURATA di P. Handke (1986)

E' da tanto che voglio scrivere qualcosa sulla durata,
non un saggio, non un testo teatrale, non una storia -
la durata induce alla poesia.
Voglio interrogarmi con un canto,
voglio ricordare con un canto,
dire e affidare a un canto
cos'è la durata.

Quante volte ho avvertito la durata
nei primi segni di primavera alla Fontaine Sainte-Marie,
nel vento notturno della Porte d'Auteuil,
nel sole estivo del Carso,
nell'incamminarmi all'alba verso casa dopo un'intesa.



Einaudi, ed. 1988
trad. H. Kitzmuller


sabato 27 aprile 2013

LA LINGUA SALVATA di E. Canetti (1977)

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scatola pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: "Mostrami la lingua!". Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: "Adesso gli tagliamo la lingua".


Adelphi, ed.1991
trad. A. Pandolfi e R. Colorni

LA LUCE DEL GIORNO di E. Ambler (1964)

Tutto si riduceva a questo: se non fossi stato tratto in arresto dalla polizia turca, sarei stato arrestato dalla polizia greca. Non mi rimaneva altra alternativa se non fare come diceva quell'uomo, Harper. Fu lui il solo responsabile di quel che mi accadde.
Credevo che fosse americano. Aveva tutta l'aria di esserlo... alto di statura, con uno dei soliti vestiti ampi e chiari, cravatta stretta, colletto a bottoni sulle punte, faccia da uomo anziano giovanile, o da giovanotto con l'aria anziana, e capelli tagliati a spazzola.


trad. B. Oddera
sovracopertina: Bruno Munari

venerdì 5 aprile 2013

ACQUA BELL'ACQUA di AA.VV.

Da due anni non pioveva nella terra del grande lago.
Erano venuto gli europei con le calcolatrici e i fogli bianchi. Qualcuno aveva suggerito di trasportare l'acqua del lago fino ai campi. E allora tutti avevano moltiplicato, sottratto, diviso, addizionato. Avevano fatto i conti per un mese intero, ma alla fine erano saliti sul bimotore: è inutile spendere una cifra così alta per una terra così povera, avevano detto.
Il cielo era nuvoloso e l'aereo rombava e tuonava come la stagione delle piogge. Ma le donne, che tornavano dal pozzo con i grandi vasi, tenevano gli occhi bassi, perché l'acqua che trasportavano sapeva di sale.


EMI, 2008