venerdì 21 giugno 2013

SPIAGGIA MAGICA di C. Johnson

"Sono stanca" disse Ann. "Saremmo dovuti
restare a casa a leggere una storia."
"E' più divertente fare qualcosa
che leggerlo in un libro" disse Ben.
"Non mi dispiacerebbe, se fossimo
in una storia" disse Ann. "Perché nelle storie
le persone non vanno in giro tutto il giorno
in cerca di una vecchia conchiglia. Succedono
cose interessanti."
"Nulla accade realmente in una storia"
disse Ben. "Le storie sono solo parole.
E le parole sono solo lettere.
E le lettere sono solo diversi tipi di segni."



trad. E. Fantasia

mercoledì 22 maggio 2013

ORCHI BALLI INCANTESIMI - Le Fiabe Trasformate di R. Denti

In memoria.

"Le fiabe, per un singolare rovesciamento della loro posizione nella storia umana, hanno oggi più a che fare con una dimensione dell'utopia che con quella della nostalgia del passato": così scriveva Gianni Rodari nel 1970. L'affermazione ha un suo valore sempre attuale, e forse proprio nell'ambito dell'utopia vanno inserite queste "fiabe trasformate" che, pur mantenendo come base i personaggi e gli avvenimenti di quelle pervenuteci attraverso la tradizione orale, intendono proporre un gioco di fantasia.


Piemme Junior, ed. 2007

domenica 28 aprile 2013

CANTO ALLA DURATA di P. Handke (1986)

E' da tanto che voglio scrivere qualcosa sulla durata,
non un saggio, non un testo teatrale, non una storia -
la durata induce alla poesia.
Voglio interrogarmi con un canto,
voglio ricordare con un canto,
dire e affidare a un canto
cos'è la durata.

Quante volte ho avvertito la durata
nei primi segni di primavera alla Fontaine Sainte-Marie,
nel vento notturno della Porte d'Auteuil,
nel sole estivo del Carso,
nell'incamminarmi all'alba verso casa dopo un'intesa.



Einaudi, ed. 1988
trad. H. Kitzmuller


sabato 27 aprile 2013

LA LINGUA SALVATA di E. Canetti (1977)

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scatola pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: "Mostrami la lingua!". Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: "Adesso gli tagliamo la lingua".


Adelphi, ed.1991
trad. A. Pandolfi e R. Colorni

LA LUCE DEL GIORNO di E. Ambler (1964)

Tutto si riduceva a questo: se non fossi stato tratto in arresto dalla polizia turca, sarei stato arrestato dalla polizia greca. Non mi rimaneva altra alternativa se non fare come diceva quell'uomo, Harper. Fu lui il solo responsabile di quel che mi accadde.
Credevo che fosse americano. Aveva tutta l'aria di esserlo... alto di statura, con uno dei soliti vestiti ampi e chiari, cravatta stretta, colletto a bottoni sulle punte, faccia da uomo anziano giovanile, o da giovanotto con l'aria anziana, e capelli tagliati a spazzola.


trad. B. Oddera
sovracopertina: Bruno Munari

venerdì 5 aprile 2013

ACQUA BELL'ACQUA di AA.VV.

Da due anni non pioveva nella terra del grande lago.
Erano venuto gli europei con le calcolatrici e i fogli bianchi. Qualcuno aveva suggerito di trasportare l'acqua del lago fino ai campi. E allora tutti avevano moltiplicato, sottratto, diviso, addizionato. Avevano fatto i conti per un mese intero, ma alla fine erano saliti sul bimotore: è inutile spendere una cifra così alta per una terra così povera, avevano detto.
Il cielo era nuvoloso e l'aereo rombava e tuonava come la stagione delle piogge. Ma le donne, che tornavano dal pozzo con i grandi vasi, tenevano gli occhi bassi, perché l'acqua che trasportavano sapeva di sale.


EMI, 2008

mercoledì 16 gennaio 2013

COME DIVENTARE BUONI di N. Hornby

Mi trovo in un parcheggio a Leeds quando dico a mio marito che non voglio più stare con lui. David non è lì con me nel parcheggio. E' a casa, a curare i bambini, e io l'ho chiamato soltanto per ricordargli che dovrebbe scrivere due righe per la maestra di Molly. L'altra cosa mi è come... sfuggita. Un errore. Ovvio. Evidentemente, e con mia grande sorpresa, sono il tipo di persona capace di dire al marito che non se la sente più di stare con lui, ma non pensavo davvero di essere capace di dire questa cosa da un cellulare, da un parcheggio. Adesso, è chiaro, la considerazione che avevo di me stessa andrà rivista.


Guanda, ed. 2001
trad. S. Viviani

venerdì 11 gennaio 2013

IL LETTORE, IL NARRARE di P. Bichsel

Le difficoltà che gli scrittori hanno con la germanistica e con la storia della letteratura probabilmente dipendono in parte dal fatto che gli storici della letteratura vogliono sempre trasformare la letteratura in qualcosa di importante. Così chiudono agli scrittori quelle porte di servizio che sono le sole a lasciar passare la letteratura. La letteratura deve poter fare cose senza importanza.
Parlare per cinque ore di letteratura: non potrò farne a meno, se non altro, di accennare al significato di letteratura. Mi scuso fin d'ora e mi vergogno.


Comma 22, ed. 2012
trad. A. Ruchat

lunedì 7 gennaio 2013

LA PESTE di A. Camus

I singolari avvenimenti che danno materia a questa cronaca si sono verificati nel 194... a Orano; per opinione generale, non vi erano al loro posto, uscendo un po' dall'ordinario: a prima vista, infatti, Orano è una città delle solite, null'altro che una prefettura francese della costa algerina.
La città in se stessa, bisogna riconoscerlo, è brutta. Di aspetto tranquillo, occorre qualche tempo per accorgersi di quello che la fa diventare diversa da tante altre città mercantili, sotto tutte le latitudini.


Bompiani, 1999
trad. B. Dal Fabbro

giovedì 22 novembre 2012

I DIRITTI DELLA NATURA di C. Cullinan

Era una limpida mattina d'Africa, fresca di pioggia notturna. Nel calore del sole mattutino i lucenti ibis hadada pulivano le penne tra le acacie e la terra fumava lieve. Mentre tornavo a piedi verso l'hotel di Lilongwe, nel Malawi, dopo una riunione, notai un piccolo formicaio vicino al sentiero. La pioggia aveva ammorbidito la cupola protettiva esterna e un passante aveva dato un calcio a una parte grande come un cranio e aveva scoperchiato la corteccia delle gallerie scure e fredde al suo interno. Le pallide termiti lavoravano rapide e decise per riparare il danno e fermare la luce del sole che filtrava e che si stava scaldando velocemente.


tr. D. Sapienza

venerdì 9 novembre 2012

LO SPRECO di G. A. Stella

Un bel giorno di gennaio del '43 Dionisio Pulido, un campesino messicano, sentì un gran botto. Corse fuori e sbarrò gli occhi terrorizzato: proprio in mezzo ai suoi campi si era aperto un buco che brontolava buttando fumo e lava. Il giorno dopo sporgeva già un cono di sei metri. Che continuò a crescere per giorni e giorni, settimane e settimane, mesi e mesi. E divorò campagne ed inghiottì villaggi. Finchè, raggiunta l'altezza di 427 metri e battezzato col nome di Paricutìn, poiché anche i nuovi vulcani hanno diritto a essere battezzati, sembrò a poco a poco quietarsi. Non dà segni di vita dal 1952.


- fuori catalogo -


lunedì 29 ottobre 2012

LA BAMBINA BELLA E IL BAMBINO BULLO di V. Lamarque

La bambina innamorata di Harry Potter

Era una bambina innamorata persa di Harry Potter. A un anno aveva già letto il volume n. 1, a due anni il n. 2, a tre il n. 3, a 4 il 4, a 5 il 5, a 6 il 6 eccetera. Non ricordo quanti sono. 
E ora non ditemi che a un anno non si sa leggere, se no non siete lettori, siete cercatori di pulci, chiudete pure questo libro e amici come prima.


Einaudi, ed. 2009

lunedì 1 ottobre 2012

IL SECOLO BREVE di E. J. Hobsbawm

In memoria.

Nessuno può scrivere la storia del ventesimo secolo allo stesso modo in cui scriverebbe la storia di qualunque altra epoca, se non altro perché non si può raccontare l'età della propria vita allo stesso modo in cui si può (e si deve) scrivere la storia di periodi conosciuti solo dall'esterno, di seconda o di terza mano, attraverso le fonti dell'epoca o le opere degli storici successivi. L'arco della mia vita coincide quasi interamente col periodo di cui tratta questo libro e per la maggior parte di essa, dalla prima adolescenza fino ad oggi, sono stato consapevole degli avvenimenti pubblici, vale a dire ho accumulato opinioni e pregiudizi che derivano dalla mia condizione di contemporaneo più che da quella di studioso.


Rizzoli, 1994
trad. B. Lotti

martedì 4 settembre 2012

IL LUPO DELLA STEPPA di H. Hesse

Questo libro contiene le memorie lasciate da quell'uomo che, con un'espressione usata sovente da lui stesso, chiamavamo il "lupo della steppa". Non stiamo a discutere se il suo manoscritto abbia bisogno di una prefazione introduttiva; io in ogni caso sento il bisogno di aggiungere ai fogli del Lupo della steppa alcune pagine dove tenterò di segnare i ricordi che ho di lui. E' poca cosa quello che so, e specialmente il suo passato e la sua origine mi sono ignoti. Tuttavia ho avuto della sua persona un'impressione forte e, devo dire, nonostante tutto simpatica.


Mondadori, ed. 2006
trad. E. Pocar