domenica 6 marzo 2016

L'ISOLA DI ARTURO di Elsa Morante

Uno dei miei vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli.
Purtroppo, venni poi a sapere che questo celebre Arturo re di Bretagna non era storia certa, soltanto leggenda; e dunque, lo lasciai da parte per altri re più storici (secondo me, le leggende erano cose puerili).


L'isola di Arturo
di Elsa Morante
De Agostini
edizione 1988

sabato 5 marzo 2016

LE AGGRAVANTI SENTIMENTALI di A. Pascale

Se questa storia cominciasse dall'alto vedreste, nella luce soffusa del tramonto, le chiome ampie dei lecci e quelle globose dei platani, poi uno spiazzo, quindi la statua di Garibaldi, al Gianicolo. Di fianco alla statua - spostate lo sguardo di pochi metri, su una panchina - c'è un uomo: è solo, ha il braccio destro disteso lungo lo schienale e guarda di fronte a sé.
Ah, quell'uomo sono io.
La mia famiglia è appena partita per il mare, fra una settimana li raggiungo. Ora ho un appuntamento, ma sono arrivato con notevole anticipo.



di Antonio Pascale
Einaudi
febbraio 2016

LA GIOIA DI SCRIVERE di W. Szymborska

Un tempo sapevamo il mondo a menadito:
- era così piccola da stare fra due mani,
così facile che per descriverlo bastava un sorriso,
semplice come l'eco di antiche verità nella preghiera.

La storia non accoglieva con squilli di fanfare:
hai gettato negli occhi acqua sporca.
Davanti a noi strade lontane e cieche,
pozzi avvelenati, pane amaro.

Il nostro bottino di guerra è la conoscenza del mondo:
- è così grande da stare fra due mani,
così difficile che per descriverlo basta un sorriso,
strano come l'eco di antiche verità nella preghiera.

1945



Wislawa Szymborska
a.c. Pietro Marchesani
Adelphi Edizioni
2016



mercoledì 29 ottobre 2014

LA STORIA DI UN MATRIMONIO di A. S. Greer

Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo. Nostro marito, nostra moglie. E li conosciamo davvero, anzi a volte siamo loro: a una festa, divisi in mezzo alla gente, ci troviamo a esprimere le loro opinioni, i loro gusti in fatto di libri e cucina, a raccontare episodi che non sono nostri, ma loro. Li osserviamo quando parlano e quando guidano, notiamo come si vestono e come intingono una zolletta nel caffè e la guardano mentre da bianca diventa marrone, per poi, soddisfatti, lasciarla cadere nella tazza. Io osservavo la zolletta di mio marito tutte le mattine: ero una moglie attenta.


Adelphi, genn. 2011
trad.  G. Oneto

sabato 25 ottobre 2014

IL GRANDE CIRCO DELLE IDEE di M. Bencnaan (2014)

E' uno di quei giorni di festa nazionale. I cittadini dormono nei loro letti fino a tardi, le guance rosee. Con i primi barlumi di coscienza pianificheranno il percorso verso la delizia: un barbecue nel grembo della natura.
Una sottile linea d'oro si traccia lontano nei cieli d'occidente, diventa una morbida fascia disegnata sopra l'orizzonte dell'acqua. Avanza velocemente verso la riva e si ispessisce in una rozza pennellata. L'universo di particelle che la compongono affretta il ritmo delle proprie oscillazioni. Con lo spuntare del giorno striscia sulla terraferma come un'orda di minuscoli granchi.


Giuntina, 2014
trad. di A. L. Callow

giovedì 30 gennaio 2014

ALFABETO POLI a.c. di L. Scarlini

AGGETTIVI
Me ne hanno dati tanti di aggettivi che non ne ascolto quasi più. Ogni generazione ha i suoi: un tempo mi dicevano di punta, di rottura, che forse sotto sotto voleva dire anche di palle. O di avanguardia e allora mi venivano in mente gli avanguardisti balilla. Mi piace ancora oggi la definizione che inventò Camilla Cederna: "il professorino che canta".



TUTTALPIU' MUOIO di F. Timi e Albinati

Nasco come tutti dalla mamma, come tutti a sette mesi dopo che la mamma per sbaglio si versa dell'acqua bollente sul pancione.
Neppure la pancia della mamma era un posto sicuro. Nasco terrorizzato.
Stavo nel mio bel mondo, nella pancia della mamma, quel mondo perfetto, dove io solo ci stavo, tranquillo a vivere e galleggiare, con il calore di un corpo tutto intorno e come cielo carne, la volta celeste era un immenso corpo che mi portava a spasso.


Fandango, ed. 2012

lunedì 20 gennaio 2014

FARE UN FILM di F. Fellini

Specialmente quando mi portano nella sala radiologica, mi sento un oggetto, una cosa. La sala, con le sue luci fredde, pare Mauthausen, oppure una sala di missaggio. Mi lasciano seminudo nella carrozzella; di là dai vetri i medici in camice bianco parlano di me, fumano, mi indicano tra loro con gesti che vedo e parole che non sento. I parenti degli altri malati mi passano accanto, nel corridoio, mi guardano seminudo: guardano l'oggetto.


Einaudi, ed. 1993

domenica 1 dicembre 2013

UN ALTRO ME di B. Friot

Comincia verso le tre. Il pranzo della domenica è finito da poco. C'è stato il solito episodio dei piatti. "A chi tocca?" 
"A me no! Ho già apparecchiato."
"E perché a lui non tocca mai? Non lo fa neanche durante la settimana..."
Lui, sono io. E il turno dei piatti non mi tocca durante la settimana semplicemente perché non ci sono, sono via. Frequento il liceo come interno in un convitto, a ottanta chilometri da qui, dall'altra parte di Parigi. 
Posso anche farli, i piatti, se insistono. Tanto è come se già fossi via. Sono arrivato ieri, verso le sei, e tra poco riparto.


Topipittori, ed. 2010
trad. G. Zoboli

venerdì 25 ottobre 2013

JASON - Le avventure di un supereroe paurosamente umano! di B. Frandino e S. Misesti

Jason non è un supereroe come gli altri. Lui è il più forte dei supereroi.
Ed è anche il più elegante, con la sua giacca rossa e la cravatta a pois, i pantaloni a righe e le scarpe sempre così lucide che ti ci puoi specchiare.
Altro che l'Uomo Blatta, che chissà quanto suda in quella tutina attillata e fuori moda.
Jason indossa solo abiti in puro cotone.


Salani Ed., 2013

lunedì 21 ottobre 2013

LETTERA SULLA FELICITA' di Epicuro

Meneceo,
Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età.


Stampa alternativa, ed. aprile 1992
trad. A. M. Pellegrino

sabato 19 ottobre 2013

DEMOCRAZIA SENZA PARTITI di A. Olivetti (1949)

All'alba di un mondo che speravamo nuovo, in un tempo difficile e duro, molte illusioni sono cadute, molte occasioni sfuggite perché i nostri legislatori hanno guardato al passato e hanno mancato di coerenza è coraggio. L'Italia procede ancora nel compromesso, nei vecchi sistemi del trasformismo politico, del potere burocratico, delle grandi promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni.
Riconosciamo francamente una mancanza di idee, una carenza di uomini, una crisi di partiti.